Pompeo Borra

Pompeo Borra nasce a Milano nel 1898. Inizia la sua carriera artistica iscrivendosi all'Accademia Delle Belle Arti di Brera. Dopo aver preso parte alla Prima Guerra Mondiale, come volontario ,  si dedica alla pittura in un piccolo studio in via dell'Annunciata, in riva al Naviglio milanese , dove rimarrà fino al 1938. Frequenta il sodalizio della Famiglia Artistica Milanese presso la quale tiene la sua prima mostra nel 1920. Nel 1924 partecipa alla XIV Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia , per partecipere successivamente , come invitato, alla Biennale di Venezia nel '30, '32, '34, '36, '50, '52 e '56 . La sua pittura di severo purismo , propone immagini squadrate e volumi compatti che rievocano la pittura del quattrocento, situazioni bloccate e silenziose abitate da oggetti quotidiani e personaggi trasognati e immobili, per lo più femminili. Negli anni 1949-1950 partecipa alla costituzione dell'importante collezione Verzocchi , sul tema del lavoro, inviando un autoritratto, Compagni di lavoro . Nella pittura degli anni cinquanta/sessanta Pompeo Borra abbandona i volumi solidi e monumentali dei lavori precedenti, realizzando opere in cui anticipa tematiche che sono tornate attuali dopo la sua scomparsa ed hanno avuto maggiore riscontro critico negli anni ottanta con il termine "postmoderno". La bidimensionalità, l'accesa cromia e l'estrema sintesi delle figure, sempre immerse in un'atmosfera di sospensione metafisica, saranno gli stilemi connotativi delle sue opere tarde. Nel secondo dopoguerra si dedica anche all'insegnamento come docente di pittura all'Accademia di Brera, della quale è direttore dal 1970 al 1972. Muore a Milano nel 1973 Sue opere sono conservate in importanti musei, istituzioni e collezioni private, tra cui: Centre Pompidou, Parigi; GAM, Milano; Museo Civico d'Arte, Modena; MART, Rovereto; Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Civiche raccolte d'arte, Museo del Novecento, Milano; Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi" Cortina d'Ampezzo.

Opere di Pompeo Borra