Domenico  Purificato
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Domenico Purificato

Biografia
Domenico Purificato nacque il 14 marzo 1915 a Fondi (Latina) Giovanissimo, sul finire degli anni Venti, dimostrò una particolare predisposizione all’arte sia realizzando una serie di dipinti aventi come soggetto alcuni paesaggi fondani. Nei dipinti degli anni Trenta Purificato dimostrò la piena adesione ai modi della Scuola romana. Le opere di questo periodo risentono dell’influenza di Cagli per la struttura compositiva e il gusto ‘arcaico’, mentre per le scelte cromatiche richiamano la tavolozza di Mafai. Nel gennaio del 1946 aderì all’Art club prendendo parte all’annuale mostra dell’associazione allestita presso la sede di via del Babuino a Roma. Pochi mesi dopo ricevette dall’Accademia d’arte drammatica l’incarico di realizzare i costumi e le scene per le Nozze di sangue, dramma teatrale in tre atti scritto da Federico García Lorca. Il 28 maggio, approssimandosi la data del referendum istituzionale Repubblica/Monarchia, Purificato firmò insieme ad altri artisti e intellettuali un appello agli elettori a favore della scelta repubblicana. Il suo fattivo impegno in ambito sociale e politico fu suggellato poi con l’iscrizione al Partito comunista italiano (PCI). Nell’ottobre del 1946 partecipò alla Mostra dei pittori italiani allestita a Varsavia dal governo polacco, e sul finire dell’anno entrò a far parte del Fronte nuovo delle arti. L’adesione a questo gruppo, che fu vicino alle tendenze neorealiste, segnò un significativo cambiamento della maniera di Purificato: abbandonati gli stilemi e il tonalismo propri della Scuola romana, l’autore adottò una tavolozza di colori chiari e vivaci, sottoponendo forme e figure a un certo schematismo d’ascendenza postcubista. Nel 1950 fu invitato alla Biennale di Venezia (Ragazza in riposo) e nel corso dell’estate scrisse una serie di brevi racconti per ragazzi che furono pubblicati sulle pagine del periodico Vie Nuove. In questo lungo scritto Purificato, dopo avere delineato le vicende storico-critiche della pittura italiana del XIX secolo, espose una serie di tesi secondo le quali per contribuire alla rinascita della pittura figurativa gli artisti avrebbero dovuto fare riferimento costante alla maniera di Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis e alla Scuola di Portici, senza cedere alle avanguardie o alle derive astrattiste. A partire dagli anni Sessanta Purificato incentrò la sua ricerca sulla rappresentazione di alcune immagini legate al mondo agreste ciociaro e all’inizio degli anni Ottanta si dedicò con crescente interesse alla produzione di litografie. Morì a Roma il 6 novembre 1985.