Fulvio Pellegrini: la bussola del collezionista – Come valutare un’opera d’arte

Infine poniamoci la domanda come si valuta un’opera d’arte?

Partendo dalla PIRAMIDE DELL’INVESTITORE cerchiamo di mutuare l’analisi e la metodologia usate in finanza per valutare un’opera d’arte e per capire se ha i requisiti per divenire un investimento anche reddituale.

GLI ELEMENTI CARATTERISTICI DI UN’OPERA D’ARTE

Per l’investimento in arte possiamo adottare alcune regole, adattandole però alle diversità ed alla peculiarità del settore, che rappresenta un mercato speciale poco trasparente e liquido.

Anzitutto un dipinto o una scultura rappresentano beni intermedi che si collocano tra un investimento mobiliare di lusso (o di passione) e i beni rifugio.

Gli elementi costitutivi della PIRAMIDE DEL COLLEZIONISTA sono riassumibili in:

  • Fattori essenziali;

  • Fattori qualitativi;

  • Fattori mercantili.

FATTORI ESSENZIALI

Tra i fattori essenziali vi è anzitutto la qualità dell’opera.

Anche se riferite a grandi artisti e sono autentiche le opere devono essere autografe.

Vi è, infatti, una profonda differenza tra un’opera solamente autentica ed invece una autografa. La prima potrebbe essere una semplice opera d’atelier, mentre la seconda è stata ideata, eseguita e curata direttamente e personalmente dall’artista.

In essa deve essere riconoscibile la mano e lo stile dell’autore a conferma del pregio indiscusso dell’opera stessa.

Naturalmente i dipinti dei famosi maestri, anche se minori, hanno un mercato ed un’attrattiva maggiore rispetto ad artisti meno rinomati e meno apprezzati dalla stessa critica.

La storicizzazione di un artista, la sua appartenenza ad un movimento storico importante, costituisce un ulteriore elemento di possibile rivalutazione dell’opera.

FATTORI QUALITATIVI

Naturalmente il valore di un’opera è dato oltre che dalla fama dell’artista che l’ha eseguita, ad ulteriori elementi che ne certificano il suo appeal.

In primis se un’opera ha fatto parte di mostre di rilevanza internazionale o è stata esposta in rinomati musei, rappresenta un indiscusso elemento che ne accresce il valore artistico, di critica e quello merceologico.

Ulteriori fattori, che contribuiscono all’importanza di un’opera derivano dalla provenienza da rinomate collezioni, da importanti case d’aste, con pubblicazioni su cataloghi o riviste specializzate.

Più un’opera è famosa e conosciuta e più si considera un bene d’investimento.

FATTORI MERCANTILI

La storia, la fama dell’artista e la qualità dell’opera sono fattori necessari, ma non sufficienti per ritenere l’arte anche un investimento proficuo.

Il mercato dell’arte, che ribadiamo è poco trasparente e selettivo, è sostenuto e pilotato dai grandi mercanti d’arte che determinano le fortune di un’artista e delle sue composizioni.

I mercanti, non solo finanziano alcuni artisti, ma soprattutto controllano rigorosamente i canali commerciali, attraverso i quali le opere vengono immesse sul mercato a prezzi rigorosamente prefissati.

Se tutti questi fattori sono soddisfatti maggiori saranno le probabilità che l’opera d’arte, nel tempo (anche decenni), potrà divenire un investimento destinato ad apprezzarsi nel tempo. Un investimento, che in alcuni casi, potrà costituire una parte significativa del proprio patrimonio familiare.

Come la finanza insegna non esiste il guadagno facile, ma semmai l’esperienza dimostra il contrario: “le perdite sono di molti, mentre i guadagni sono per pochi”.

Riassumendo, si può dire che anche per l’arte la gradualità, l’equilibrio e la diversificazione, accompagnati da un esperto del settore di fiducia ben inserito nel mercato, contribuiscono a far si che il collezionista intraprenda un percorso virtuoso e con potenziali prospettive economiche.

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