Lucio Fontana – The Fontana I love

“The Fontana I Love” è il titolo dalla mostra dedicata alle opere in ceramica e gesso prodotte da uno dei più grandi artisti italiani del ‘900, che la Galleria Tonelli propone al pubblico internazionale in occasione di Expo 2015. Lucio Fontana – più noto per le Attese/Concetti Spaziali, i famosi tagli – nasce di fatto scultore. È infatti assistente nell’atelier di scultura del padre in Argentina e una volta tornato in Italia decide, nel 1928, di frequentare i corsi di

Adolfo Wildt presso l’Accademia di Brera. Nel 1935 si avvicina con crescente passione alla ceramica realizzando le sue prime opere nel laboratorio di Tullio Mazzotti ad Albisola. Nella sua articolata produzione artistica, la ceramica – sia essa terracotta colorata, porcellana, ceramica smaltata, gres – rimane una costante.

Seguire il filo di questa costante è dunque l’intento della mostra che presenta una selezione di opere in ceramica dell’artista – all’incirca una trentina – prodotte nell’arco di 40 anni, dal 1929 al 1968. Alcune tra le opere in mostra sono state in passato concesse in prestito a diversi musei europei. È il caso del bellissimo Drago del 1948, esposto al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris in occasione della retrospettiva di Fontana tenutasi dal 25 aprile al 25 agosto 2014, una delle mostre più importanti a lui dedicate negli ultimi 40 anni. Il Drago appartiene a quella serie di interventi che

Fontana aveva effettuato su committenza all’interno di abitazioni private. Un’opera, dunque, pensata in stretta relazione con il luogo e lo spazio cui era destinata, ma che in mostra, benché avulsa dal contesto per il quale era stata pensata, mantiene tutta la sua forza e la minuziosa bellezza, non priva di ironia, a cominciare dalla posa plastica del drago sdraiato su un fianco. Sempre restando nell’ambito della ceramica colorata e riflessata, è esposta una Vittoria alata del 1937, frutto dei primi anni di lavoro intrapreso ad Albisola.

Due Crocefissi e una Madonna con bambino e putti rimandano agli anni compresi tra il 1950 e il 1960, quelli immediatamente successivi alla Via Crucis. Questi lavori introducono alla “lingua barocca di Fontana scultore” e anche alla tematica religiosa: “composita sintesi anche di materia e laicità”. A conferma dell’originalità della sua produzione

artistica, è presente in mostra anche una variegata selezione di piatti. In particolare Piatto con profilo di donna del 1940,

Piatto Nucleare del 1952, Guerrieri del 1951-52, una Corrida del 1959 e un Concetto Spaziale, sempre del 1959. Le tre porcellane Rosenthal del 1968 – una bianca, una nera e una platino – rappresentano quasi un trittico policromo.

La terracotta colorata trova espressione in un Concetto spaziale del 1960 della serie delle sculture dette “uovo”, insieme all’altro Concetto spaziale del 1966, in ceramica lucida.

Fino al 31/07/2015
Galleria Tonelli
via Aurelio Saffi 33 (angolo Corso Magenta), Milano
Orari: lunedì – venerdì 10.30-13.00 / 15.30-19.45
sabato 10.30-13.00 / 16.00-19.45

ingresso libero

 

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