Alberto Savinio

Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea De Chirico, nasce ad Atene il 25 agosto 1891. Come il fratello Giorgio, maggiore di tre anni, anche Andrea compie i suoi primi studi in Grecia, diplomandosi in pianoforte a soli 12 anni. Dopo la morte del padre i due fratelli si trasferiscono in Germania nel 1906: Giorgio studia pittura, Alberto prosegue i suoi studi musicali. L'immaginario di Alberto rimane comunque decisamente influenzato dall'infanzia passata in Grecia, tanto da diventare un serbatoio che segnerà la sua intera produzione artistica. Nel 1910 si trasferisce a Parigi dove viene in contatto con i maggiori intellettuali dell'epoca come Picabia, Cocteau, Brancusi, Piacasso. Stringe una particolare amicizia con Apollinaire, teorico di una modernità fondata sul rifiuto dei luoghi comuni della cultura ufficiale. Ed è proprio a questo periodo parigino che va fatta risalire la scelta dello pseudonimo "Alberto Savinio", mutuato da un letterato e traduttore dell'epoca, Albert Savine, e sicuramente legato alla necessità di discostarsi dal fratello la cui fama di pittore andava sempre più diffondendosi. Una volontà di mascheramento che si concretizzerà nella straordinaria e ironica metamorfosi dei nomi con i quali lo scrittore parla di sé: Nivasio, Animo, Aniceto, Dido: una pluralità di maschere sotto le quali si nasconde una metamorfica identità d'artista. Dopo il ritorno in Italia per la Grande Guerra, Savini, insieme al fratello, Carrà, e De Pisis dà vita all'avventura metafisica prima di prendere contatto con l'esperienza Dada di Tristan Tzara e successiamente di Breton. La sua esperienza giostrerà sempre tra la scrittura, la pittura e il teatro. L'incontro con la pittura è datato 1927, anno in cui allestisce da Jacques Bernkeim (presentata in catalogo da Jean Cocteau). Lo stile e i temi utilizzati da Savini inizialmente saranno vicini a quelli del fratello Giorgio, prima di giungere al ritorno definitivo in Italia (1933) in cui subisce una trasformazione formale e iconografica. Il colore si fa più cupo e violento, la forma si sfalda e le ironiche immagini metamorfiche si trasformano in deliranti apparizioni di mostruosi personaggi simbolici. Così, oltre a occuparsi della direzione di due riviste ("Colonna" e "Broletto") e della pubblicazione di nuove opere letterarie, Savinio realizza dipinti, arazzi, mosaici e piastrelle di ceramica. Quando si dice l'arte a 360 gradi.