Sebastian Matta

Sebastian Matta (Santiago del Cile, 1911 – Civitavecchia, 2002) è stato un architetto e pittore cileno, considerato tra i massimi esponenti del surrealismo internazionale. Dopo gli studi in architettura, nel 1934 si trasferisce a Parigi, dove lavora a stretto contatto con Le Corbusier ed altri intellettuali del calibro di Federico Garcìa Lorca, Andrè Breton, Renè Magritte e Salvador Dalì. Aderisce presto al Surrealismo, elaborando una pittura personale incentrata su morfologie psicologiche, in cui adotta la tecnica dell’automatismo: le macchie di colore steso sulla tela indirizzano il tracciato del pennello, le forme, la costruzione. All’inizio della Seconda guerra mondiale fugge a New York, dove esercita una decisiva influenza su altri artisti d’avanguardia come Jackson Pollock e Arshile Gorky. Trasferitosi a Roma nel 1949, diventa subito un importante punto di riferimento per il nascente astrattismo italiano; dagli anni Sessanta risiede a Tarquinia, stabilendosi in un ex convento dove è tuttora tumulato. Negli anni Settanta progetta e costruisce, assieme al pittore e scultore Bruno Elisei, l’”Autoapocalipse”, una casa edificata riciclando vecchie automobili, come provocazione contro il consumismo, che viene esposta in diverse città italiane. Nel 1985 il Pompidou di Parigi gli dedica una grande retrospettiva e le sue opere vengono esposte nei più importanti musei del mondo, da Washington a Tokyo, da Chicago a Londra.

Opere di Sebastian Matta

  • venduta
    pastelli e carboncino su carta applicata su tela
    56x70cm
    1965
    Rivalutazione dell'artista: +16%