David Marcelli

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David Marcelli Nato a Roma nel 1950 Diplomato al  Liceo Artistico di via Ripetta in Roma Laureato in Architettura presso l'Università  LA SAPIENZA Figlio d'arte - padre pittore e madre pianista - si dedica ben presto alla pittura ad olio.  La sua prima esposizione risale al 1964.  Sviluppa nel corso degli anni e fino al 1993, una sua personale ricerca tecnica ed espressiva. A cui segue una lunga interruzione a causa dell’intolleranza all'essenza di trementina e all'olio di lino. Solo nel 2013 riprende a dipingere utilizzando colori acrilici su tela. Dal 2013 ad oggi, dipinge affrontando serie pittoriche su diverse tematiche: Archeopresenze, Grotte come metafore; Omaggio a Francesco Somaini; Aguscello: un manicomio infantile; Omaggio a Francesca Woodman; Ballarò: suggestioni poetiche. Negli ultimi anni riprende ad esporre animato dall'esigenza di un confronto con il pubblico. Alcune delle sue opere sono entrate a far parte di collezioni private. Nel corso degli anni, oltre alla pittura, i suoi interessi spaziano in vari settori del fare creativo:  grafica, fotografia, scrittura in ambito narrativo, progettazione di architettura d'interni,  modellistica,  modellazione virtuale, video editing, realizzazione di siti internet. Inoltre: Dal  1976 al 2007, ha insegnato, prima progettazione grafica presso l’Istituto statale d’arte di Orvieto, successivamente nell’Istituto Statale d’Arte di Marino (Roma) arte applicata presso la Sezione Disegnatori di Architettura e Arredamento, con particolare interesse dedicato all'insegnamento della realizzazione di modelli virtuali. Dal 1988 è associato del Centro di Formazione Professionale per il Restauro (C.F.P.R.) con sede a Roma e al Cairo.  Ha partecipato e partecipa, in veste di docente esperto per la modellazione virtuale,  per il disegno e il rilievo architettonico e per la grafica, al Progetto di Formazione Professionale per il Restauro nella città del Cairo.

Opere di David Marcelli

  • ACRILICO SU MDF TELATO
    75x75cm
    2013
  • ACRILICO SU MDF TELATO
    75x75cm
    2107
  • Mostre di David Marcelli

     
    MOSTRE PERSONALI E COLLETTIVE
    2016 - ARCHEOPRESENZE - TALENT ART – ROMA
    2016 - MILLE PAPAVERI ROSSI - TALENT ART - ROMA
    2015 - MESTIERI IN ARTE - SIPICCIANO (VT)
    2015 - ARTE IN MINIATURA - TALENT ART - ROMA
    2014 - PITIGLIANO - EX GRANAI PALAZZO ORSINI
    2008 - SCUDERIE ESTENSI - TIVOLI
    1992 - KINDERZÜERST - NÜRNBERG (GERMANIA)
    1992 - KINDERZÜERST - NÜRNBERG (GERMANIA)
    1988 - PALAZZO RUSPOLI - NEMI (RM)
    1988 - CENTRO CONGRESSI "VRP" - LATINA
    1988 - LE COQ - BERLIN
    1988 - REISEBÜRO - BERLIN
    1987 - KÖLLER - BONN
    1987 - STADT THEATER FÜRTH - GERMANIA
    1979 - SALONE GIOLITTI - ROMA
    1978 - ANGOLO UBERTI - MODICA (RG)
    1976 - MOSTRA D'ARTE SACRA - TIVOLI (RM)
    1975 - MOSTRA D'ARTE SACRA - TIVOLI (RM)
    1975 - AZIENDA SOGGIORNO E TURISMO - TIVOLI (RM)
    1974 - PRO LOCO COMISO - RAGUSA
    1973 - ACCADEMIA DELLA FUCINA - ROMA
    1964 - CENTRO ELIS - ROMA
     
  • Testi Critici su David Marcelli

     
    Luciano Marziano
    L’ineludibile istanza espressiva
     
    Una persistente istanza espressiva manifestata col linguaggio dell’arte caratterizza l’interiorità spirituale di David Marcelli. Come un fiume carsico essa procede per percorsi ora silenti, sotterranei ora in barbagli esplosivi alla luce del sole manifestandosi in trame diversificate in un ampio arco teso dalla primaria pratica delle arti figurative fino ad inattese formulazioni di racconti e romanzi di buona fattura. In questi casi, si tratta come di un primo piano verbale costruito sempre nel contesto di una generalizzata e predominante visualità giocata su registri multiformi che vanno dalla grafica, a partire dalla sorgiva pratica del disegno, alla pittura dai toni ora corruschi ora solari con i quali costruire e identificare un paesaggio dell’anima, in ogni caso mai astratto ma proveniente dalla quotidianità del vissuto anche se questo rimanda alle memorie della storia. Marcelli ricerca e costruisce come una sorta di approdo da dove ripartire al fine di reperire risposte necessitate da un incoercibile itinerario esistenziale con le connesse incertezze, attese e inquietudini.
     
    L’impianto, specie degli ultimi dipinti sui quali l’artista sta sopra con una quasi bruciante passione , evoca un paesaggio archeologico del quale, al di là di usurate compiacenze folcloriche, viene colta la dimensione strutturale, la sostanza costruttiva , il dettaglio che rimanda all’inesorabile passare del tempo , conferendo al dipinto qualità simbolica. Così, l’opera più che evocare una lontananza sentimentale, si espone come scena palpitante di stati d’animo la cui mutevolezza è colta emblematicamente dal trascorrere della luce. Questa da notturna, misteriosa si apre alla luminosità del giorno distendendosi ad avvolgere un luogo popolato di rovine imponenti, quasi intrise di virtuale eternità che testimoniano dell’operare dell’uomo, del trascorrere della storia .
     
    In questo scenario costruito con densa cromia caratterizzata da rimandi espressionisti filtrati dalla mediterraneità della Scuola romana, la presenza costante di un’immagine femminile assume i connotati di un cerimoniale che si esprime nelle molteplici forme della sacralità, della danza, in una postura sacerdotale che trascorre in uno spazio senza tempo nel quale si amalgamano in una sorta di egualitarismo espressivo le persone fisiche, le immagini di sculture, le architetture.
     
    Marcelli costruisce un mondo denso di misteri che si articola in interni riservati nei quali penetra e si distende una lama di luce, in agorà pronto ad accogliere giovani danzatrici, in segrete stanze dove un colto Adriano imperatore raccoglie i tesori della cultura . Un paesaggio di attese ed enigmi del quale l’ onnipresenza della giovane donna allude alla permanenza del genius loci.