Matteo Forli

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Matteo Forli (1981) giovane artista contemporaneo, laureato all'Accademia di belle arti di Genova, si è affacciato sulla scena underground degli anni 2000, diventando uno degli esponenti più attivi all'interno del panorama artistico nazionale. Durante il suo percorso ha creato un suo tratto distinyìtivo basato sulla ricerca dell'unione di radiografie e disegni, mettendo in relazione l'essere umano e le nuove tecnologie. Il suo lavoro di ricerca si è esteso anche nel campo del video e del suono, con all'attivo  un'ampia serie di progetti performativi.

Opere di Matteo Forli

  • Tecnica mista su tela
    114x115cm
    2012
  • Tecnica mista su tela
    110x120cm
    2012
  • Mostre di Matteo Forli

     
    Mostre Collettive
     
    2003: Artism / Loggia della Mercanzia / Genova
     
    2004: Bjcem “Biennale del Mediterraneo” / Museo dell'accademia Ligustica /Genova - Francesca Guerisoli
     
    2005: Visual set durante l'evento artistico "MuMu" presso il museo di arte contemporanea di Villa Croce; Genova – Francesca Serrati
     
    2005: "Illegal Arts" Laboratorio sociale “Buridda” Genova - Gabriella Arrigoni
     
    2007: "Street Art/Sweet Art" presso il padiglione di arte contemporanea “PAC” Milano – Alessandro Riva
     
    2008: "Arte Sud" Obiettivo” Contemporaneo, Catania - Antonio Arévalo
     
    2008: “Le Visioni del Corpo” - Galleria 9 Colonne Milano Daniele Dacia
     
    2009: MC2. / Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce – Francesca Serrati
     
    2010: URBAN IDENTITY -rassegna di video arte e architettura – Monkeytown - New York – Luca Curci
    2010: ESSENZA - Video art & architecture Event, Ixells (Bruxelles)- Belgio
    2011: Geometrie Imaginary Chelsea Library Gallery – London - Nadia Perrotta
    2011: Performance "Out of Body Experience" presso Sala Dogana; Palazzo Ducale Genova
    2014: Nuove Proposte\Parte 2 – Galleria Antonio Battaglia – Milano - Antonio Battaglia
     
    2015: Whoartyou? - Fabbrica del Vapore -Milano – Martina Giannitrapani
     

     

     
    Mostre Personali
     
    2005: Video installazione video art "Surface"; presso museo d'arte contemporanea di villa croce- Francesca Serrati
    2011: "Out of Body Experience" presso Sala Dogana; Performance e mostra - Palazzo Ducale Genova - Maura Ghiselli
    2013: “Dissezioni” Artre' Gallery – Genova – Viana Conti
     

     

     
    Premi, Borse di studio
     

     
    2006: Vincitore del concorso "Ars Elettronica" e della relativa borsa di studio con residenza per artisti presso Linz; Austria
     
  • Testi Critici su Matteo Forli

    L'arte di Matteo Forli non è mai casuale, ne mai l'espressione del suo temperamento.
    Quello che accade nelle sue opere è una rielaborazione della realtà ma in modo molto istintivo e subitaneo, abbandonandosi, ovvero, a virtuosismi grafici dove "rischia" tutte le sue risorse in un momento di profonda intensità e breve durata. L'atto creativo diventa momento espressivo fondamentale, per cui quel che conta non è ciò che prende corpo nella mente dell'artista ma lo sviluppo dell'immagine che scaturisce dalla sua mano. Il corpo umano è sempre il punto di partenza nella sua ricerca, sia che venga vagamente accennato, come nelle grafiche, sia che invece venga proprio usato come base su cui sviluppare il proprio stylism.
     
    Immagini di frammenti ossei, particolari anatomici e a volte radiografie, vengono arricchiti da grafismi, contrasti luminosi, intense macchie cromatiche.
     
    Il corpo umano e l'interesse che ha l'artista per esso, hanno poco a che vedere però con la fisicità della body art, quanto invece sono più vicini a quell'arte "post umana" che lavora sulla trasformazione del corpo e con la sua disidentificazione, trasmigrandolo verso altre forme o espressioni in cui il genere e la forma non definiscono più l'essere umano, la sua singolarità e appartenenza. Tutti i corpi a cui fa riferimento, difatti, sono corpi di nessuno, sono anatomie.
     
    Se spesso ci troviamo difronte alla crudezza di interventi estremi sul corpo, compiuti infliggendo e in nome del dolore, qui abbiamo subito l'impressione invece di immagini pulite, quasi "asettiche", come elaborate con la razionale freddezza di chi sta per compiere un' operazione, insieme però a una vitalità primigenea.
     
    Sta proprio in questo forte contrasto l'essenza dell'artista: la vita reale e il gioco.
     
    Solo la scelta per la struttura corporea è indice di drammaticità ma qui avviene un esorcizzazione di quella paura, che da sempre è simbolizzata con lo scheletro umano, dove egli interviene in modo quasi ludico.
     
    Così ciò che ne scaturisce non è una vera e propria catarsi, un atto terapeutico dove mettere in luce dei tormenti per poi dissacrarli, ma molto più semplicemente un atto di puro slancio vitale di chi è visceralmente attaccato alla vita e proprio per questo motivo ne fa manifesto.
    Alessia Bianco